47) Marx. La forza-lavoro come merce.
Dopo aver fornito una definizione della forza-lavoro, Marx mette
in evidenza le condizioni in cui avviene l'incontro tra la forza-
lavoro stessa ed il capitalista.
K. Marx, Il capitale (vedi manuale pagine 48-49).

 Per forza-lavoro o capacit di lavoro intendiamo l'insieme delle
attitudini fisiche e intellettuali che esistono nella corporeit,
ossia nella personalit vivente d'un uomo, e che egli mette in
movimento ogni volta che produce valori d'uso di qualsiasi genere.
Tuttavia, affinch il possessore di denaro incontri sul mercato la
forza-lavoro come merce debbono essere soddisfatte diverse
condizioni. In s e per s, lo scambio delle merci non include
altri rapporti di dipendenza fuori di quelli derivanti dalla sua
propria natura. Se si parte da questo presupposto, la forza-lavoro
come merce pu apparire sul mercato soltanto in quanto e perch
viene offerta o venduta come merce dal proprio possessore, dalla
persona della quale essa  la forza lavoro. Affinch il possessore
della forza-lavoro la venda come merce, egli deve poterne
disporre, quindi essere libero proprietario della propria capacit
di lavoro, della propria persona. Egli si incontra sul mercato con
il possessore di denaro e i due entrano in rapporto reciproco come
possessori di merci, di pari diritti, distinti solo per essere
l'uno compratore, l'altro venditore, persone dunque giuridicamente
eguali. La continuazione di questo rapporto esige che il
proprietario della forza-lavoro la venda sempre e soltanto per un
tempo determinato; poich se la vende in blocco, una volta per
tutte, vende se stesso, si trasforma da libero in schiavo, da
possessore di merce in merce. Il proprietario di forza-lavoro,
quale persona, deve riferirsi costantemente alla propria forza-
lavoro come a sua propriet, quindi come a sua propria merce; e
pu farlo solo in quanto la mette a disposizione del compratore
ossia gliela lascia per il consumo, sempre e soltanto,
transitoriamente, per un periodo determinato di tempo, e dunque,
mediante l'alienazione di essa, non rinuncia alla sua propriet su
di essa.
La seconda condizione essenziale, affinch il possessore del
denaro trovi la forza-lavoro sul mercato come merce,  che il
possessore di questa non abbia la possibilit di vendere merci
nelle quali si sia oggettivato il suo lavoro, ma anzi, sia
costretto a mettere in vendita, come merce, la sua stessa forza-
lavoro, che esiste soltanto nella sua corporeit vivente.
Affinch qualcuno venda merci distinte dalla propria forza-lavoro,
deve, com' ovvio, possedere mezzi di produzione, pagina es.
materie prime, strumenti di lavoro, eccetera Non pu fare stivali
senza cuoio. Inoltre, ha bisogno di mezzi di sussistenza. Nessuno,
neppure un musicista avvenirista, pu campare dei prodotti
avvenire, quindi neppure di valori d'uso la cui produzione 
ancora incompleta; l'uomo  costretto ancora a consumare, giorno
per giorno, prima di produrre e mentre produce, come il primo
giorno della sua comparsa sulla scena della terra. Se i prodotti
vengono prodotti come merci, debbono essere venduti dopo essere
stati prodotti e possono soddisfare i bisogni del produttore
soltanto dopo la vendita. Al tempo della produzione s'aggiunge il
tempo necessario per la vendita.
Dunque, per trasformare il denaro in capitale il possessore di
denaro deve trovare sul mercato delle merci il lavoratore libero;
libero nel duplice senso che disponga della propria forza
lavorativa come propria merce, nella sua qualit di libera
persona, e che, d'altra parte, non abbia da vendere altre merci,
che sia privo ed esente, libero di tutte le cose necessarie per la
realizzazione della sua forza-lavoro.
Per il possessore di denaro, che trova il mercato del lavoro come
sezione particolare del mercato delle merci, non ha alcun
interesse il problema del perch quel libero lavoratore gli si
presenti nella sfera della circolazione. E per il momento non ha
interesse neppure per noi. Noi teniamo fermo, sul piano teorico,
al dato di fatto, come fa il possessore di denaro sul piano
pratico. Una cosa  evidente, per. La natura non produce da una
parte possessori di denaro o di merci e dall'altra puri e semplici
possessori della propria forza lavorativa. Questo rapporto non 
un rapporto risultante dalla storia naturale e neppure un rapporto
sociale che sia comune a tutti i periodi della storia. Esso stesso
 evidentemente il risultato d'uno svolgimento storico precedente,
il prodotto di molti rivolgimenti economici, del tramonto di tutta
una serie di formazioni pi antiche della produzione sociale.
[...].
Ormai dobbiamo considerare pi da vicino quella merce peculiare
che  la forza-lavoro. Essa ha un valore, come tutte le altre
merci. Come viene determinato?.
Il valore della forza-lavoro, come quello di ogni altra merce, 
determinato dal tempo di lavoro necessario alla produzione e,
quindi anche alla riproduzione, di questo articolo specifico. In
quanto valore, anche la forza-lavoro rappresenta soltanto una
quantit determinata di lavoro sociale medio oggettivato in essa.
La forza-lavoro esiste soltanto come attitudine naturale
dell'individuo vivente. Quindi la produzione di essa presuppone
l'esistenza dell'individuo. Data l'esistenza dell'individuo, la
produzione della forza-lavoro consiste nella riproduzione, ossia
nella conservazione di esso. Per la propria conservazione
l'individuo vivente ha bisogno di una certa somma di mezzi di
sussistenza. Dunque il tempo di lavoro necessario per la
produzione della forza-lavoro si risolve nel tempo di lavoro
necessario per la produzione di quei mezzi di sussistenza; ossia.
il valore della forza-lavoro  il valore dei mezzi di sussistenza
necessari per la conservazione del possessore della forza-lavoro.
Per, la forza-lavoro si realizza soltanto per mezzo della sua
estrinsecazione, si attua soltanto nel lavoro. Ma nell'attuazione
della forza-lavoro, nel lavoro, si ha dispendio di una certa
quantit di muscoli, nervi, cervello, eccetera umani, la quale
deve a sua volta esser reintegrata. Questo aumento d'uscita esige
un aumento d'entrata. Se il proprietario di forza-lavoro ha
lavorato oggi, deve esser in grado di ripetere domani lo stesso
processo, nelle stesse condizioni di forza e salute. La somma dei
mezzi di sussistenza deve dunque essere sufficiente a conservare
l'individuo che lavora nella sua normale vita, come individuo che
lavora. I bisogni naturali, come nutrimento, vestiario,
riscaldamento, alloggio eccetera, sono differenti di volta in
volta a seconda delle peculiarit climatiche e delle altre
peculiarit naturali dei vari paesi. D'altra parte, il volume dei
cosiddetti bisogni necessari, come pure il modo di soddisfarli, 
anch'esso un prodotto della storia, dipende quindi in gran parte
dal grado d'incivilimento di un paese e, fra l'altro, anche ed
essenzialmente dalle condizioni, quindi anche dalle abitudini e
dalle esigenze fra le quali e con le quali si  formata la classe
dei liberi lavoratori. Dunque la determinazione del valore della
forza-lavoro, al contrario che per le altre merci, contiene un
elemento storico e morale. Ma per un determinato paese, in un
determinato periodo, il volume medio dei mezzi di sussistenza
necessari,  dato.
Il proprietario della forza-lavoro  mortale. Dunque, se la sua
presenza sul mercato dev'essere continuativa, come presuppone la
trasformazione continuativa del denaro in capitale, il venditore
della forza-lavoro si deve perpetuare, come si perpetua ogni
individuo vivente, con la procreazione . Le forze-lavoro
sottratte al mercato dalla morte e dal logoramento debbono esser
continuamente reintegrate per lo meno con lo stesso numero di
forze-lavoro nuove. Dunque, la somma dei mezzi di sussistenza
necessari alla produzione della forza-lavoro include i mezzi di
sussistenza delle forze di ricambio, cio dei figli dei
lavoratori, in modo che questa razza di peculiari possessori di
merci si perpetui sul mercato.
K. Marx, Il capitale, Editori Riuniti, Roma, 1964 5, l. I, pagine
200-204.
